Giardinaggio

I consigli di Enrico Leva – Gennaio 2017

IL TAPPETO ERBOSO

Le temperature ancora miti consentono di eseguire qualche spuntatura del manto erboso ma sempre ad altezze di almeno 4 cm.

IL FRUTTETO

In ambito di frutticoltura familiare, data l’esiguità del numero di piante si può posticipare la potatura al mese prossimo; chi vuole eseguirla anche in questo mese, può riservarla alle piante meglio esposte.

In questa sede è impossibile spiegare completamente le finalità ed i metodi di potatura.

Per sommi capi si possono ricordare alcuni elementi salienti:
1. E’ doveroso eliminare i rami ombreggiati e mal posizionati. Ad eccezione degli agrumi e per le piante allevate a vaso, è bene “aprire” la chioma favorendo la buona illuminazione di tutti i rami.
2. La riduzione del numero dei rami deve tener conto anche del futuro diradamento dei frutti.
3. Non si devono cimare i rami di un anno che devono rimanere interi!
4. Ricorrere alla piegatura/curvatura dei rami per facilitare la messa a frutto. Operazione da attuare preferibilmente con la circolazione della linfa attiva, quindi alla ripresa vegetativa. Con tale operazione si evita altresì quanto indicato al punto 5.
5. Evitare i grossi tagli, a meno che, non si gestiscano i successivi ricacci con la potatura verde.

L’ORTO

Il mese è piuttosto povero di lavori stante le basse temperature.
Si ricorda comunque di:
1. Attuare la vigilanza delle larve che defogliano i cavoli: è più agevole trovarle al mattino presto e raccoglierle (per poi sopprimerle) senza attuare la lotta chimica o comunque con minori quantità di prodotti.
2. Raccogliere le fave con particolare cautela, al fine di non danneggiare gli steli.
3. Ridurre al minimo o sospendere le irrigazioni.
4. Continuare l’eliminazione delle erbe infestanti. Si ricorda sempre che, in fase di impianto, è oltremodo utile provvedere alla stesa di pacciamatura che può essere naturale (paglia, foglie secche, lapillo vulcanico) oppure artificiale (telo antialga). Quest’ultimo prodotto, di colore nero, è in grado di innalzare sensibilmente la temperatura del suolo. In ogni caso è bene provvedere alla loro eliminazione (o quantomeno allo sfalcio) al fine di prevenire, il più possibile, la disseminazione.

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